Asma e sport

La maggior parte degli sport non è controindicata ai pazienti con asma. Uno degli obiettivi fondamentali della terapia è infatti quello di garantire a tutti i pazienti di tollerare l’ attività fisica anche se intensa e di permettere a chi lo desidera di praticare l’attività sportiva, in sicurezza. In caso di sport di tipo agonistico, in seguito a certificazione medica, possono essere accettate dai comitati sportivi anche terapie classificate come “doping”, assunte con le modalità raccomandate dal medico.

Corri senz'asma

Intervista a Sergio BONINI

Professore di Medicina Interna, Seconda Università di Napoli,

Istituto di Neurobiologia e Medicina molecolare, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Sanitario Nazionale sottolineano che l’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione e spesso per la cura di molte malattie della nostra epoca.

Tuttavia, l’esercizio fisico nella maggior parte dei soggetti asmatici e in una elevata percentuale di soggetti allergici (anche in assenza di precedenti di asma) può scatenare ostruzione bronchiale ed “affanno”, limitando così la possibilità per il 25% della popolazione – tanti sono gli allergici – di praticare una sana attività fisica e sportiva come consigliato dall’OMS e dal nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Potrebbe sembrare pertanto singolare l’aver voluto coniugare eventi come le Giornate Mondiali dell’Asma ed il Festival del Fitness, la marcia Guarda Firenze

Asma e sport possono invece convivere, come dimostrato dagli importanti risultati sportivi conseguiti da molti atleti asmatici dei quali Giorgio Di Centa è testimonial all’evento di Firenze.

Come? Abbiamo affrontato il problema con il Prof. Sergio Bonini, articolandolo nelle domande che più frequentemente vengono poste al medico sui rapporti tra attività sportiva e malattie allergiche e respiratorie.

L’attività fisica è consigliata per tutti, anche per i soggetti allergici o asmatici?

Senza dubbio. Le allergie e l’asma sono oggi in costante aumento. In studi da noi condotti presso il CNR nell’ambito di un’indagine internazionale pediatrica (ISAAC, International Survey on Allergy and Asthma in Children) e in una campagna di prevenzione delle allergopatie nell’adulto promossa da ASSILT (Assistenza Integrativa Lavoratori della Telecom) il 6% dei bambini tra i 6 e gli 8 anni è asmatico e circa il 25% ha presentato una manifestazione allergica. Nell’adulto la percentuale di allergici sale fino al 30-40% con un costante aumento di anno in anno che ha portato la percentuale di forme asmatiche a raddoppiarsi, nella popolazione pediatrica, in soli cinque anni.

La causa principale dell’aumento vertiginoso di allergie e asma – tale da far coniare il termine di “Epidemia del Terzo Millennio” – è proprio il cambiamento della stile di vita che se da un lato ha fortemente ridotto la patologia infettiva, dall’altro predispone alle malattie allergiche in relazione al maggior tempo che si passa in ambienti chiusi con una crescente esposizione ad allergeni domestici, alle mutate abitudini alimentari e alla ridotta attività fisica, con frequente soprappeso. Basti pensare che in un nostro studio condotto in un’ampia popolazione scolastica l’83% dei ragazzi passava oltre 4 ore al giorno davanti al computer e alla televisione mentre solo il 35% praticava un’attività sportiva regolare. Tali abitudini di vita, più evidenti nel campione di Roma rispetto a quello dei ragazzi figli di dipendenti della Ferrari di Maranello, si accompagnava ad un aumento di soggetti in sovrappeso e ad un aumento di asma e malattie allergiche.

Un’adeguata attività fisica rappresenta quindi uno dei migliori strumenti di prevenzione anche per l’asma e per le allergie. Non richiedere quindi “l’esenzione dall’educazione fisica” per i bambini allergici e asmatici – come spesso avviene – ma anzi raccomandarla con le adeguate misure di controllo medico.

È vero, tuttavia, che l’esercizio fisico può scatenare attacchi di asma nei soggetti asmatici o allergici?

È vero che l’esercizio fisico – o meglio l’aumento del numero degli atti respiratori che si accompagna all’esercizio, ma che si verifica anche quando si ride ad esempio – può causare un’ostruzione dei bronchi in soggetti predisposti, soprattutto se l’esercizio fisico si svolge al freddo o in presenza degli allergeni a cui il soggetto è allergico o di inquinanti, come nel traffico veicolare. Ma ciò si verifica solo se la reattività dei bronchi del soggetto è anormale, perché non adeguatamente riconosciuta o curata. Per questo lo slogan della Giornata Mondiale dell’Asma è “Puoi tenere l’asma sotto controllo” e per questo nelle piazze si misura il respiro e si danno consigli per chi, allergico o asmatico, vuole praticare attività sportiva.

Quali consigli?

Ad esempio, un adeguato riscaldamento e una lenta fase defatigante (il cosiddetto “warm-up” e “cool-down”); evitare sforzi a temperature basse, in mezzo al traffico, in palestra per chi è allergico alle polveri o all’aperto durante la stagione di pollinazione per chi è allergico ai pollini.

Quali sono gli sport più consigliati per chi è allergico o asmatico?

Premesso che tutti gli sport – ad eccezione di quelli subacquei – possono essere praticati se la reattività dei bronchi è sotto controllo, abitualmente si consiglia il nuoto che rappresenta il tipo di esercizio che induce, nei soggetti predisposti, meno asma rispetto ad esempio alla corsa soprattutto se protratta per 6-8 minuti.

È per questo che tra i nuotatori famosi vi sono tanti asmatici?

È vero che la percentuale di asmatici tra i nuotatori è più alta che in altri sport e che numerosi nuotatori vincitori di medaglie olimpiche – come Tom Dolan, Nancy Hoghshead, Kurt Grote, Amy van Dayken, Mark Spitz – sono asmatici e testimonial che “l’asma si vince e con l’asma si vince”.

Tuttavia, il fenomeno può avere anche un’altra spiegazione. Il cloro delle piscine rappresenta infatti un elemento irritante per le mucose, non solo quella bronchiale ma anche quella nasale o congiuntivale.

Si tratta tuttavia sempre di associare qualsiasi attività sportiva ad un adeguato controllo medico, soprattutto nei soggetti allergici e Del resto campioni allergici e asmatici ci sono in tutti gli sport: il 40% dei calciatori di cinque squadre di serie A da noi studiate, fino al 50% negli sport invernali, campioni come Antico e Di Centa e tanti altri.

Un possibile decalogo per lo sportivo allergico o asmatico:

  1. L'attività fisica è un efficace strumento di prevenzione e, spesso, la migliore medicina.
  2. La valutazione dell'idoneità all'attività fisica deve comprendere una diagnosi accurata per l'allergia e l'asma
  3. I soggetti allergici possono praticare pressoché tutti gli sport, purché...
  4. ...si evitino ambienti nei quali sono presenti gli allergeni ai quali si è sensibili...
  5. ...si eviti di praticare attività sportiva in ambienti ad elevata concentrazione di inquinanti...
  6. ...si evitino sforzi eccessivi a basse temperature...
  7. ...non si pratichi attività fisica in vicinanza dei pasti o dell'assunzione di vaccini...
  8. ..si faccia un adeguato riscaldamento e un'adeguata fase defatigante...
  9. ...si tengano presenti gli effetti dei farmaci assunti in relazione al tipo di sport praticato e alla normativa anti-doping per gli atleti competitivi...
  10. ...si tenga sempre "sotto controllo" l'allergia e l'asma con farmaci adeguati!